20.04.12 - A che scopo una tassa sui cellulari musicali?
I partner negoziali della SUISA hanno presentato ricorso presso il Tribunale amministrativo federale contro una decisione della commissione arbitrale.
La SUISA richiede il pagamento di un’indennità sui tablet PC in nome delle cinque società di gestione svizzere ed ha pertanto avviato delle trattative con le associazioni di categoria. La commissione competente ha già approvato un’indennità sui cellulari musicali. Contro questa decisione i partner negoziali hanno presentato ricorso presso il Tribunale amministrativo federale.
A che scopo un compenso per le copie?
In Svizzera è consentita la copia di musica, film ecc. in ambito privato. Tuttavia, la legge sui diritti d’autore introdotta nel 1992 prevede un’indennità per gli autori delle opere copiate. I compensi pagati dai produttori e dagli importatori dei supporti di memoria utilizzati vengono ripartiti dalle società di gestione.
Quando vengono lanciati sul mercato nuovi supporti di memoria, che possono anche essere integrati in un cellulare o in un tablet PC, le società di gestione verificano se il dispositivo viene utilizzato per la copia di musica o film protetti. In tal caso, la SUISA contratta una tariffa adeguata su incarico delle società di gestione e dei titolari dei diritti che esse rappresentano.
A quanto ammonta l’indennità?
In base alla decisione della Commissione arbitrale ora impugnata, l’indennità ammonta a CHF 0.25 per ogni GB. Per un cellulare musicale con 16 GB di memoria, il compenso è pari a quattro franchi. Il produttore o l’importatore paga questo importo deducendolo dal proprio margine. Tutte le esperienze precedenti relative all’indennità sui supporti vergini dimostrano infatti che questo costo non si ripercuote sui consumatori.
Infografica: La "tassa SUSIA" in un colpo d'occhio
Il mito del doppio addebito
Prima delle trattative, vengono condotti degli studi sull’utilizzo dei media per stabilire quante opere musicali e cinematografiche vengono salvate mediamente su un supporto di memoria (ad es. uno smartphone). Gli studi rilevano inoltre quante di queste opere sono state acquistate regolarmente online. Su tale quota non viene riscossa alcuna indennità perché gli autori sono già stati pagati con la prima copia. L’indennità per le copie tiene conto dunque questi acquisti, perciò il doppio addebito è solo un falso mito.
Utili milionari a discapito degli autori
Con gli hardware per l’archiviazione di musica e film vengono generati utili per svariati miliardi. Per questo motivo, è giusto che gli autori percepiscano un compenso. In fondo sono stati loro a creare il bisogno di tali prodotti grazie al loro lavoro. Troviamo scandaloso che ora queste aziende, nonostante l’ovvietà della situazione, contestino una decisione valida della Commissione arbitrale federale per massimizzare i loro margini a scapito degli autori.
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